lunedì 1 maggio 2017

Intorno al “letame” dei biologici

di Alberto Guidorzi


Premessa
Occorre premettere che il letame (dal latino laetare, allietare) è da sempre considerato il principe de concimi in quanto contribuisce alla fertilità chimica, fisica e biologica del suolo. Inoltre la CO2 emessa dal letame interrato viene ceduta all’atmosfera ed assorbita dalle foglie della coltura sovrastante, il che accentua il processo di fotosintesi (effetto Reinau).

Il produttore biologico si fa un vanto di concimare con solo letame e i consumatori di cibo biologico restano incantati di fronte al contenuto ecologico del loro cibo e perciò si considerano molto più etici rispetto agli altri consumatori. Ma ha fondamento tutto ciò? Veramente “l’impronta carbonica” del letame è tanto vantaggiosa per la vita sul nostro pianeta? Qui di riportano i dati prodotti da Steve Savage (2013) e che dimostrano che non è proprio così.
I biologici spesso non parlano di letame ma di “compost”, vale dire ciò che i nostri nonni chiamavano letame maturo e che con cura producevano. Certo loro non si preoccupavano del GES (Gas ad Effetto Serra) avevano altro in mente e questo altro lo riassumevano nella parola “pane”. I Ges del letame sono il metano e l’ossido nitroso, senza dimenticare che i bovini ed i ruminanti in genere che producono letame dai loro stomaci durante la ruminazione esce metano in gran quantità. Il metano e il protossido d’azoto in una massa in corso di compostaggio sono formati da certi microrganismi in assenza o insufficienza di ossigeno e durante la fase fermentativa calda; utile, tra l’altro, per uccidere patogeni e semi infestanti. Qui un diagramma illustrativo:

Figura 1 - Emissioni di gas a effetto serra da attività di compostaggio
 
COMPOSTAGGIO E GAS A EFFETTO SERRA
I dati riportati da Savage (2013) e riportati nel diagramma in figura 1 si riferiscono alle emissioni di GES nel corso del compostaggio di letame bovino frequentemente mescolato da un trattore (la CO2 emessa dal combustibile fossile è indicata in verde negli istogrammi). Il primo mostra la quantità di carbonio e azoto emesse in diverse forme per tonnellata di letame, dunque vi sono 0,19 kg di N emesso come protossido d’azoto, con il metano si emettono 8,1 kg di C ed infine con il carburante 4.4 kg. Nel secondo istogramma la CO2 emessa non è considerata in quanto rientra in una partita di giro (i mangimi vegetali sono frutto di C preso dall’aria e quindi non aumentano i GES quando sono emessi. Per contro metano e protossido dì azoto sono stati moltiplicati rispettivamente per 21 e per 310 in quanto il loro effetto serra è appunto rispettivamente più grande di 21 e 310 volte. Il terzo istogramma mostra il contributo in GES quando il compost è fatto, cioè quando ha perso circa il 21% in peso (quasi tutta acqua). Pertanto l’impronta carbonio totale del compost è di 233,4 kg CO2-C/t
Si precisa anche che per eliminare l’impronta carbonica del compost si dovrebbero destinare le deiezioni animali ad un digestore anaerobico ove produrre metano che sarebbe bruciato per produrre energia elettrica. In questo caso pero in bio nessuna concimazione.
Quanto compost si utilizza in agricoltura? Diciamo subito che sono grandi quantità e secondo uno studio costi benefici dell’Università della California, in coltivazione biologica tipica si interrano dalle 4,5 alle 22,4 t/ha/anno di compost.

UNO SCENARIO DEVASTANTE  
E’ interessante poi provare a ragionare su cosa accadrebbe se la nostra agricoltura, come si immagina sogni tutte le notti il ministro Martina, abolisse i concimi di sintesi per limitarsi alla concimazione operata con letame ovvero con compost. Al riguardo vi presentiamo uno scenario riferito a un ettaro di terreno su cui si pratica la rotazione quadriennale mais – frumento – medica – medica e dalla quale si producono 14 t di granella di mais, 8 t di frumento e 24 t di erba mendica. Le asportazioni di azoto nel quadriennio sono pari a 440 kg per ettaro, di cui 150 kg possono essere apportati somministrando 300 q di letame al mais e 50 kg possono venire dall’erba medica, coltura azotofissatrice. Come si vede mancano all’appello 240 kg di azoto (440-200) che si potranno ragionevolmente apportare con i concimi di sintesi (es. urea o nitrato d’ammonio). In caso di mancato apporto si dovrà ridurre la produzione di granella del 45%, producendo solo 8 t/ha di mais e 4 t/ha di frumento, il che in termini di sicurezza alimentare non sarebbe davvero un grande risultato (i conti qui presentati sono in realtà un po’ più complicati perché occorrerebbe tener anche conto delle perdite di azoto per lisciviazione e volatilizzane e degli apporti dovuti alla sostanza organica e alla piogge; tuttavia il senso del risultato non cambia).



Bibliografia

Savage S., 2013. The Shocking Carbon Footprint of Compost, in Applied mithology,

http://appliedmythology.blogspot.fr/2013/01/the-shocking-carbon-footprint-of-compost.html

Per le emissioni GES del compostaggio vedere:

Hao, X., Chang, C., Larney, J., Travis, G. 2001. Greenhouse gas emissions during cattle feedlot manure composting. Journal of Environmental Quality 30:376-386.

Osada, T., Kuroda, K., Yonaga, M. 2000 Determination of nitrous oxide, methane, and ammonia emissions from swine waste composting process. Journal of material cycles and waste management 1:51-56 •Hellebrand, H.1998. Emission of nitrous oxide and other trace gases during composting of grass and green waste. Agric. Engng Res. 69:365-37

Sommer,S., Holler, H.2000. Emission of greenhouse gases during composting of deep litter from pig production – effect of straw content. The Journal of Agricultural Science 134_327-335 •Hao, X., Chang, C., Larney, F. 2004. Carbon, nitrogen balances and greenhouse gas emission during cattle feedlot manure composting. Journal of Environmental Quality 33:37-44

Jackel, U., Thummes, K, Kampfer, P. 2005. Thermophilic methane production and oxidation in compost. FEMS Microbiology Ecology 52:175-184. (looking for microbes which might help reduce the methane emissions from composting)

Hellmann, B., Zelles, L., Palojarvi,A, Bai, Q. 1997. Emission of climate-relevant trace gases and succession of microbial communities during open-windrow composting. Applied and Environmental Microbiol63:1011-1018




Alberto Guidorzi  
Agronomo. Diplomato all' Istituto Tecnico Agrario di Remedello (BS) e laureato in Scienze Agrarie presso UCSC Piacenza. Ha lavorato per tre anni presso la nota azienda sementiera francese Florimond Desprez come aiuto miglioratore genetico di specie agrarie interessanti l'Italia. Successivamente ne è diventato il rappresentante esclusivo per Italia; incarico che ha svolto per 40 anni accumulando così conoscenze sia dell'agricoltura francese che italiana

8 commenti:

  1. Come al solito si lega il bue dove il padrone vuole. Dalle nostre parti aumentiamo di un 0,5% all'anno il tenore di S.O. senza apportare una palata di compost. Compost che se fatto da noi con letame bovino passa da un micragnoso 0,5% ammoniacale e nitrico ad un 2,5% di N organicato. Sapete far di meglio oltre a scrivere di GES o di Reinau?

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  2. Graziano Ganzit1 maggio 2017 22:19

    Alberto Guidorzi è il classico asino istruito dalla scienza "moderna". Ciò che scrive è il classico frutto della colossale balla perpetrata da un mondo che di scientifico non ha nulla se non la conoscenza della materia, del cadavere. I fenomeni del vivente, della chimica organica, dei processi superiori generati da una intelligenza metafisica, non ponderabile, nemmeno lo sfiorano. Sto tranquillo perchè ciò che è mio patrimonio di conoscenza ormai quarantennale è proprio il contrario di ciò che afferma. In più sono in ottima compagnia del Padre riconosciuto e universale della Chimica Organica che è Justus von Liebig. Dai suoi testi ho attinto la conferma che i nostri risultati vanno per la strada giusta indicata da R. Steiner nel 1924. Poi la grande svolta della omeopatia applicata, dal Liebig intuita, degli ultimi 25 anni di lavoro, guarda caso, proprio qui in Friuli. Lo start è già dato dal momento che le teorie della "scienza" guidorziana verranno spazzate dalla realtà dei fatti per cui si porterà Vita alla terra senza nemmeno avere bisogno di letame e senza spendere denaro al solo scopo di avvelenare ed ucciderla usando quelle droghe sintetiche chiamate fertilizzanti.

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    1. rileggendo, mi sembra chiara l'inutilità di quanto scritto, spinto dall'irritazione; l'intervento è lo specchio di quanto lamentato in fatto di inconsistenza.
      i lettori non meritano questo livello: se fosse possibile, scusandomi, pregherei il moderatore di cancellare.

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  3. Caro Ganzit,
    come fa a tenere insieme Justus von Liebig con Rudolf Steiner, ossia scienza con pseudoscienza?
    Basta dare un'occhiata anche solo all'incipit delle loro pagine Wikipedia per rendersi conto che c'è qualcosa che non quadra: Liebig è dato come "chimico tedesco che ha dato importanti contributi alla chimica per l'agricoltura, alla biochimica e all'organizzazione della chimica organica".
    Steiner, invece, è dato come "teosofo ed esoterista".
    Se lei mi dice che i suoi risultati vanno in direzione di quanto professato da Liebig ci potrei pure credere, ma che senso ha tirare dentro Steiner che con la chimica non ci azzecca nulla?

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  4. A Granzit ho risposto per le rime in altro post dove l'articolo è stato linkato. Qui dico solo (ed in risposta alla sua affermazione "le teorie della "scienza" guidorziana verranno spazzate dalla realtà dei fatti") che i fatti sono i seguenti: 1° Steiner ha solo fantasticato e sono passati decenni su decenni, ma le sue teorie non hanno fatto proseliti se non presso degli ideologizzati tarati mentalmente, mentre i meriti di Liebig sono rimasti tali nel tempo perchè la chimica sperimentale ha verificato le sue intuizioni ed ha ricollocato nel giusto contesto ciò che ha detto senza avere la possibilità di dimostrazione scientifica per carenza di conoscenze e di strumentazioni. 2° Dopo 20 anni che si parla di biologico questo è rimasto ad un infimo livello di circa l'1% (mi riferisco all'agricoltura biologica che produce cibo per umani) perchè tutto il resto è una truffa perpetrata ai danni di tutti i cittadini che pagano le tasse, infatti, oltre il 60% delle superfici biologiche dichiarate sono semplicemente degli incolti o dei coltivi indifferenti che vengono camuffati biologici al solo scopo di lucrare interventi pubblici elargiti per propaganda politica.

    In sostanza i produttori agricoli si rifiutano di soddisfare le domanda di cibo biologico molto sostenuta per la verità, perchè non sono dei fessi....a quando Granzit l'esplosione del tuo beneamato produrre biologico?

    L'unica realtà è che la certificazione è una manomorta e il castello del biologico è una grande truffa (sono esclusi da questa mia critica i produttori veri di biologico e i consumatori per il solo fatto che pagano un 70/80% in più, di tasca propria e senza fiatare dei prodotti uguali al convenzionale.

    Dall'altra parte invece esiste una diminuzione di impiego di concimi mediante una distribuzione più oculata (sulla base degli asporti ed in funzione del momento fisiologico delle piante) e una netta diminuzione nell'uso di fitofarmaci e un netto miglioramento della tossicità degli stessi. Occorre proseguire su questa strada e la cosa sarà fattibile anche (di anche e solo) grazie alla genetica ed alle biotecnologie. Questa è l'unica strada su cui proseguire e sarà l'unica strada che avrà un seguito.

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  5. Chiedo troppo ad "agricolo" dsi spiegarmi cosa significa nel suo commento questa frase: " Compost che se fatto da noi con letame bovino passa da un micragnoso 0,5% ammoniacale e nitrico ad un 2,5% di N organicato."

    Di cosa si tratta? di concentrazione, di aggiunta di azoto o ha trovato la possibilità di creare qualcosa dal nulla????

    Conosce qual'è la fine dell'azoto organico nel terreno e rispetto alle piante?

    Altro elemento, ma possibile che ci sia ancora gente che non ha coraggio (o, detto in termini da caserma che meglio si addicono al caso, gli "attributi") delle proprie azioni o scritti e si celi ancora dietro uno pseudonimo?

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  6. scusate il "qual'è" da illetterato...ma sono un pestaterra!

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  7. Interessanti i dati dell'articolo. Mi va di vederli sotto un profilo differente:1) i reflui zootecnici non sono solo un fertilizzante, sono anche il sottoprodotto di una produzione, pertanto l'impronta di gas serra va suddivisa tra la concimazione e i prodotti. Non possiamo avere (ancora) carne e latte senza avere reflui come sottoprodotto 2) sarebbe stato istruttivo vederli comparati alle emissioni che causa un concime derivato dalla produzione di ammoniaca a partire dall'azoto gassoso, che richiede l'uso di combustibile 3) il letame contiene anche altri elementi la cui impronta va parimenti quantificata, ad es.fosforo

    Quanto segue, preciso, non ha attinenza con il post:mi pare però che nel presente blog (di cui apprezzo gli interventi, lo studio e la competenza che c'è dietro ciascuno) c'è qualche tema che sembra evitato apposta.
    Ad esempio, il fatto che il fosforo minerale non è inesauribile, come non lo è l'energia fossile, indispensabile nell'agricoltura di tutti i tipi (ma di più in quella che si avvale massicciamente di fertilizzanti e sostanze ottenuti tramite reazioni che necessitano di energia). Mi piacerebbe ne discuteste, sono scenari futuribili.

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